VIZI E CAPRICCI 2

VIZI E CAPRICCI 2
E rinnovo il racconto ma stavolta senza soffermarmi troppo sulle atmosfere che portavano all’intrigo in trio. In poche parole ci ritrovammo altre tre-quattrovolte ed ormai affiatati a rincorrere lo spasso che ci si era impostati ognivolta sempre cercando qualcosa di nuovo ed allegro che potesse stimolare godurie diversificate,per così dire. Quando appunto la libido del triangolo godereccio fu del tutto sprigionata a confessarci noi tre a vicenda le recondite fantasie intime che potevano tormentarci al pensiero di non poterle realizzare perchè probabilmente troppo vietate, allora fu Lina a sorprenderci una sera a fine giochi esprimendo che tanto tanto avrebbe desiderato ripetere l’atmosfere delle prime esperienze giovanili, come poter rincorrere a ritroso gli imbarazzi e le inesperienze dei primi rapporti erotici vissute da fidanzati lei e Gianni che in realtà era stato l’unico uomo della sua vita,ovviamente fino a qualche mese prima quando ero subentrato io. Cioè, disse lei, che le sarebbe piaciuto un sacco scrutare il disagio e poi provarne la genuinità sessuale di un ragazzo giovane non minorenne ma soprattutto timido e anche imbranato in quelle faccende. Le sarebbe piaciuto insomma corromperlo con qualche stratgemma simile a quello che loro avevano usato per approcciarmi e coinvolgermi. Gianni non fu tanto disposto alla cosa proposta dalla moglie, asserendo che la faccenda era complicata e che poteva essere negativa per un certo eccesso di viziosità di Lina. Io dal canto mio per metter pace al contrasto che poteva nascere fra loro due, avanzai l’idea della possibilità di realizzare il capriccio di Lina con l’invito e la partecipazione diretta ai nostri giochi del giovane sbarbatello da cercare e metterlo di fronte al fatto compiuto. Non ci sarebbero stati così intoppi e finti scenari da improvvisare nè tantomeno gelosie di Gianni o mie, visto che si trattava semplicemente di “giochi da ampliare” con buonapace di tutti e realizzazione della fantasia di Lina. In fin dei conti era lei e solo lei la regista dei nostri piaceri, e si doveva per questo seguirla se non volevamo degenerare in impedimenti della libertà decisionale di ognuno di noi tre,così ben sincronizzati mentalmente come ci si sentiva. Gianni decise che poteva starci in tale coreografia e pure Lina restò incredula positivamente impressionata dall’accondiscenza del marito e credo pure dalla prospettiva di averne tre di maschi a disposizione intorno al suo corpo. Problema non semplice era la scelta del giovane che potesse garantire riservatezza circa l’insolito rapporto che per noi era giocoso tra maturi ma agli occhi del giovane certamente sarebbe solo morboso e col rischio di pettegolezzo postumo con coetanei. Perciò pensai alla fattibilità con il nipote di mia moglie, timido sprovveduto ventenne in crisi da un bel pezzo perchè lasciato dalla fidanzata. Lui Filippo nipote si era chiuso in se stesso dopo l’abbandono e da tre mesi non frequentava amici e amiche, dedicandosi solo ad uno studio sfrenato senza pause. con sua madre preoccupatissima per via della manifesta depressione che poteva portare all’interruzione dei suoi studi universitari. Gianni e Lina quindi mi incaricarono di vedere se e come coinvolgerlo. E non mi fu difficile in realtà, perchè semplificando al massimo la faccenda, invitai Filippo una sera ad uscire per provare la mia nuova auto e farci poi una pizza fuori casa. Lui accettò in quanto non ero il solito banale amico coetaneo e dopo un giretto in auto lo portai in pizzeria, giusto quella che strategicamente aveva il turno di chiusura. All’ora pattuita,quando eravamo in auto io e Filippo, sarebbe squillato il telefono ad opera di Gianni che mi invitava a casa per un caffè e vedere insieme la partita in TV. Chiesi a Filippo se voleva essere riaccompagnato a casa, ma lui rispose che se non disturbava sarebbe venuto con me. Perfetto, il gioco era fatto, ora sarebbe toccato a Lina continuare e portarlo a termine. Quando arrivammo, Lina si scusò innanzitutto perchè era in accappatoio avendo appena fatto una doccia rinfrescante per la dura giornata lavorativa trascorsa. Si complimentò con me per aver una bel nipote, poi presto e con disinvoltura cominciò a dare del Tu a Filippo per metterlo a suo agio,mentre lui educato e timido continuava a dare del Lei a Lina. Ci mettemmo a guardare la partita commentando e scherzando sul tifo per squadre diverse per le quali tenevamo. Lina ci aveva lasciati in poltrona per andarsi a vestire, poi tornò da noi con una gonna corta non eccessiva che lasciava scoperte le ginocchia ma provocante al punto giusto ed una maglietta rosa birichina con scollatura a cuoricino. Calze nere autoreggenti caste che solo a tratti lasciavano intravedere in alto il confine con la pelle delle cosce. I suoi capelli li aveva pettinati e stirati indietro a coda e bloccati in un fermaglio a girasole. Roba eccitante insomma,del tipo piaccio ma non mi toccate per niente. Lei portò dei pasticcini e cioccolatini in un vassoio per noi tifosi, si sedette un po’ con noi,poi chiese se avessimo gradito un caffè. Ringraziammo accettando, ed io scherzando le dissi che l’avrei preferito amaro perchè di dolce c’era già lei Lina con noi…e la battuta mia fu assorbita da Gianni con sportivissimo sorriso onde il nipote notasse la confidenza amichevole esistente tra noi amici. Restammo a guardar la partita finchè la moglie dalla cucina ad alta voce chiese aiuto che non riusciva a svitare la moka per il caffè. La furbetta chiamò Filippo allo scopo, esclamando allegramente che io e Gianni si era due rammolliti e che solo Filippo ce l’avrebbe fatta. Filippo andò in cucina per aiutarla mentre io e Gianni ci guardammo complici e consapevoli che Lina stava passando ai fatti. Ed in effetti loro due,Lina e Filippo, li sentimmo chiaccherare un po’ di là in cucina,mentre smanettavano a fare il caffè. Filippo tornò con noi sul divano dopo 5 minuti,credo, ed aspettò con noi le tazzine di caffè. Lina ce le portò di lì a poco e continuò a conversare sottovoce con Filippo chiedendogli ancora del prossimo esame universitario, di come erano i docenti, e se c’erano anche belle colleghe nel suo corso. Filippo ormai percepiva che la Signora lo metteva a suo agio e ci sembrò simpaticamente coinvolto in quell’atmosfera amichevole che s’era creata. A metà partita, Lina si rannicchiò vicino a suo marito in maniera affettuosa come di coccole partecipando ai nostri commenti calcistici, specie quelli contro l’arbitro scorretto, quindi….cornuto!!! Fu Gianni volutamente a dire che certo quell’arbitro aveva la moglie troia e “non come te amore mio” disse rivolgendosi a Lina. Ci fu allora una risata generale perchè la signora replicò al marito ironicamente invitandolo a non esserne troppo sicuro della faccenda perchè le corna crescono dove e quando meno te l’aspetti. Filippo partecipò alla risata ma notammo tutti il suo rossore ed il suo disagio innocente. Mezza tazzina di caffè fu da me volutamente rovesciata nel vassoio e scusandomi mi alzai a portare il vassoio in cucina. Lina si offrì a seguirmi e quindi rimase con me di là a farsi palpeggiare di nascosto da Gianni e Filippo. Le cose cominciavano ad evolvere e furono quasi compiute quando Gianni chiese ad alta voce un bicchiere d’acqua, quindi….visto che non arrivava… Filippo si offrì a portarglielo lui. Quando aprì la porta della cucina, lui si accorse che pastrugnavo tra le tette e le gambe di Lina. Restò di sasso…chiese scusa e stava per richiudere la porta quando lo fermai strizzandogli l’occhiolino e dandogli il bicchiere d’acqua da portare a Gianni. Filippo prese il bicchiere e tornò in sala e furbetto anche lui a quel punto disse a Gianni che del caffè aveva macchiato la mia giacca e Lina me la stava smacchiando con l’acqua. Gianni intuì che il coinvolgimento di Filippo avanzava bene e disse che usciva di casa dieci minuti per la sua auto ancora parcheggiata fuori da mettere in garage e per prendere le sigarette finite. Tornammo in sala io e Lina e spiegammoa Filippo rimasto solo che quello che aveva visto era un mezzo segreto per Gianni e cioè che lui marito sospettava del nostro intrigo e che insomma non gli dispiaceva poi tanto. Lui ci sorprese quando disse che…insomma….Gianni era un cuckold e gli chiedemmo come mai alla sua giovane età era così preciso a definire quella situazione, Filippo rispose che sono cose che si vedono nel web da certi fimati e che in realtà era convinto che non erano poi così virtuali. Lina sorrise ed annuì ricordando la battuta di prima sull’arbitro cornuto e si espanse con una carezza alla mano del ragazzo poi stringendola e chiedendogli se lui ci stava a a far corna anche a me amante quella sera. Gli vidi la patta dei pantaloni ingrandirsi al ragazzo e dedussi che stava maturando il previsto proibito. Lui le accennò un bacetto sul collo e Lina si lasciò andare ma io dissi che volevo essere della partita e che avremmo dovuto far presto prima che tornasse il marito. Le sollevai la gonna e la palpeggiai a tutto tondo intorno all’inguine stimolandola ad aprire le gambe. Lina si adagiò sul divano e si lasciò fare chiudendo gli occhi come per pudore e per non mettere a disagio Filippo. Lui mi guardò armeggiare intorno al suo slippino e non ebbe alcun stupore quando io con naturalezza le scostai il triangolino di stoffa e ci dardeggiai nella figa in punta di lingua. Poi mi scostai e chiesi a Lina se potevo fargliela assaggiare anche a Filippo ed ebbi la sua approvazione. Lei approvò semiestasiata e Filippo prese il mio posto. Appoggiò prima le labbra come a darle un bacetto e Lina ebbe un sussulto di esaltazione per quel gesto timido ed innocente del ragazzo. I giochi erano ormai avviati. Lei si portò una mano verso la figa come per aprirgliela ed offrirgliela ben dischiusa alla sua bocca. Lui ci passò allora una slinguatona a tutto campo come un bimbo affamato a leccare un gustoso gelato, poi espertissimo incredibilmente si soffermò a succhiarle il clitoride portando la donna ad un totale invasamento. Quasi urlava di piacere lei per quella manovra, e lo lasciò fare anche incitandolo con ripetuti sì….sì. Mi sbottonai i pantaloni a quel punto e presentai il cazzo sul viso di Lina che se lo imboccò tutto ad asta piena. Filippo incrementò il succhietto al clitoride ponendole prima uno poi due dita nel suo anfratto scivoloso ormai e muovendole a zigzag dentro la sua vagina. Lina soffocò l’insolito godimento stringendo le labbra intorno al mio cazzo quasi mordendolo e dopo qualche minuto emise un BASTA che le pareva di scoppiare. Col respiro ansimante chiese a Filippo come mai era così esperto nella stimolazione di una femmina e lui rispose sorridendo che semplicemente metteva in pratica quello che faceva con la sua ex-morosa e che nelle pause dei suoi studi si trastullava a vedere varie clips su internet-computer per cui si era ben istruito sulle tecniche appropriate. Disse anche che la situazione del momento lo rendeva agitato e imbarazzato al pensiero che potesse rientrare Gianni ma Lina ed io lo rassicurammo che non era poi una tragedia se fosse tornato il marito. Filippo si sedette senza spogliarsi abbastanza perplesso per la cosa e se ne stette composto a guardare me che le puntai dritto il cazzo e la penetrai. Scopammo senza esagerare tranquilli io e lei accanto a Filippo quasi indifferente. Lina godeva senza curarsi della presenza neutrale di Filippo, e dopo qualche minuto rientrò all’improvviso Gianni. Filippo a quel punto rimase sbigottito come a non sapere cosa sarebbe successo ma più sbigottito ancora restò notando l’indifferenza del marito che andò i cucina e tornò con una birra in mano. Allora Gianni disse soltanto che lui sì poteva essere cornuto come l’arbitro di prima ma che certo anche Filippo era depravato a fare da guardone e che comunque ormai si era tutti e quattro dei gran maiali compreso sua moglie troia puttana da strapazzo. Lina si mise a ridere ed accompagnò la generale risata esclusa quella di Filippo che se ne stette ancora allibito. Anzi quasi offeso dal ruolo di guardone-voyeur che il marito gli aveva attribbuito. Fu Lina allora a sbloccarlo mettendogli una mano sulla patta dei pantaloni mentre io continuavo a scoparla lentamente e mentre Gianni cominciava a spogliarsi anche lui. Quando il marito fu nudo col suo onorevole cazzone ben duro ed impennato mi ritirai e Lina si mise a pecora con le mani appoggiate sul divano a farsi sfondare da Gianni mentre insisteva ad armeggiare sulla cerniera dei pantaloni di Filippo. Mio nipote comprese allora che si poteva proseguire nell’intrallazzo e si liberò dei pantaloni ed esibì la punta del cazzo sporgente oltre il bordo del suo slip a boxer. Dimostrò a Gianni così che non era lui un autentico voyeur ma un buongustaio erotico normale e dentro di sè probabilmente covava un pensiero di rivalsa da dimostrare a tutti. Gianni scopò benbene la moglie a pecorina credo per cinque minuti poi quando lei stava per venire me la passò facendola impiantare sopra di me a cavallina. Lina si sbattè sul mio cazzo una trentina di volte poi se ne venne come una cagnetta con la figa fradicia e soddisfatta si distese sul divano ansimante quasi senza respiro ormai. Filippo se se stette ancora imbarazzato quasi inebetito ma non prendeva alcuna iniziativa, si era limitato ad accarezzarsi il cazzo ancora contenuto nei boxer e quasi non sapeva che fare. Gianni ed io non avevamo certo sborrato ancora e ci si attrezzava ad un secondo assalto aspettando che Lina riprendesse fiato. La moglie sussurrò al marito che Filippo prima l’aveva slinguazzata divinamente e Gianni per non essere da meno intraprese uno slinguamento nuovo e diverso alla moglie anche per dimostrarle che lui era più bravo di Filippo. Cominciò a leccarla dalle ginocchia risalendo pianissimo sulle cosce e fermandosi poi ad annusarle la figa allagata dal precedente effluvio di piaceri che aveva emanato, quindi la slargò coi pollici e si mise a chiavarla letteralmente a lingua dentro allungata. Furono forse un paio di minuti di quell’applicazione del marito e quindi lei emise un urlo di godimento inaudito e finalmente disse che lui marito era di sicuro più bravo del ragazzo nello sleccamento e mangiamento della figa ma nel dirglielo notai che Lina non vista dal marito fece una specie di occhiolino a Filippo come a rassicurarlo che in realtà non era così e che invece Filippo l’avrebbe soddisfatta meglio in precedenza. Quindi quell’urlo di lei era stato artificioso non proprio sincero. Gianni quasi soddisfatto dell’effimera vittoria quasi come a consolarlo chiese a Filippo di scoparla,che ora toccava a lui approfittare delle grazie di Lina ed il ragazzo eseguì,scoprendosi del tutto il cazzo ben grossetto e durissimo e presentandole la cappella all’ingresso della figa della donna e senza penetrarla da assatanato gliela spennellò molto sapiente come se fosse un fiore da far schiudere. In realtà que fiore di carne era già dischiuso ed accogliente e non ci mise tanto tempo ad accogliere aspirandone il cazzo in totale interezza. Gianni si mise accanto alla moglie accarezzandole il viso quasi volesse accompagnarla proteggerla dallo stantuffamento cadenzato di Filippo mentre io me ne stavo tranquillo in disparte ma vicino a loro per aspettare il mio turno. A quel punto dopo una ventina di pompate del ragazzo, Gianni disse a Lina di far vedere a Filippo quanto anche lei fosse brava a baciare il cazzo. In pratica chiedeva alla moglie di far provare al ragazzo le gioie del pompino. Disse a Filippo di interrompersi e darglielo in bocca a sua moglie per un ulteriore divertimento. Io assistevo in silenzio notando che erano loro tre a godersi la situazione, e ne ero anche un po’ geloso a sentirmi quasi in disparte. Filippo assecondò il desiderio di Gianni anche perchè Lina aveva annuito all’idea di succhiargli il cazzo, quindi si sfilò dalla figa,emerse e scavalcò il corpo della donna per avvicinarsi alla sua bocca. E là accadde il finimondo. Non fece in tempo, non si trattenne ed ad un palmo dal viso di Lina letteralmente sparò due sborracchiate inaudite dritte dritte in faccia a lei, una impiantandosi in fronte e sui capelli e la seconda spiattellata in un occhio. Lei si ritrasse d’istinto ma una terza sborrata le arrivò mell’altro occhio accecandola. Poi stupefatta lei si beccò altre due-tre schizzate violente quasi vomitate dal cazzo che le impiastricciarono a tutto campo il volto e scolarono fino alle orecchie. Infine Filippo si svuotò con meno energici fiotti residui che ricaddero sgocciolanti sul seno di Lina. Lei rimase sgomenta per l’esito finale imprevisto e Gianni si scostò allontanandosi poi forse disturbato dalla faccenda. Filippo stravolto anche lui e soprattutto per il godimento, chiese scusa ma Lina non si perse d’animo e protruse ugualmente la testa in avanti per afferrarglielo in bocca e proseguire come previsto,cioè a bocchino. Gli accolse tra le labbra la cappella del cazzo ed il restante biancastro che le debordò dalla bocca, tanta altra sborra residua aveva ancora lui in riserva. Era stato un fuoco pirotecnico incredibile che indubbiamente eccitò all’inverosimile me e Gianni che ci avvicinammo smaneggiandoci i pistoloni e sborrando anche noi senza pudore addosso alla poveretta, annegandola del tutto con le nostre emissioni dirette a casaccio sulla pancia e sul seno ed imbrattando fuor di lei anche il divano protetto per fortuna da un copridivano. Lina con occhi chiusi pitturati dalla sborra di Filippo sorrise per toglier l’imbarazzo generale e proclamò che mai si sarebbe aspettata un finale di serata così. Lei non ci vedeva e gli occhi le bruciavano, aveva bisogno presto di acqua fresca e fu Gianni stesso ad accompagnarla in bagno affinchè non inciampasse. Filippo se ne rimase semisvenuto sul divano, io e lui insieme col fiatone pesante, lui borbottando che -cazzo una serata così non l’avrebbe mai immaginata- quindi aspettò che tornassero dal bagno moglie e marito per dichiarare le sue scuse per l’accaduto, ma che non era suo solito mancare di rispetto nei rapporti erotici. Lina disse che non era il caso di scusarsi e che comprendeva benissimo ogni imprevedibilità quando si accettano certi giochi di trasgressione e che,anzi, le aveva fatto piacere quel finale stravagante a testimonianza del piacere incontenibile che era a lui s**turito dalla situazione. Gianni aderì al parere della moglie e Filippo richiedendo scusa ugualmente si giustificò dicendo che purtroppo era da venti giorni che non si svuotava, poveretto lui ma certamente non imbranato come aveva genuinamente sognato di trovarlo Lina. -Molto bene- disse allora lei per uscire dall’empasse e suscitando una certa simpatica ilarità di tutti -Molto bene,caro Filippo vuol dire che se hai piacere ci troviamo fra venti giorni ma tu nel frattempo dovrai fare astinenza- Quindi…il diluvio di sborracchiate addosso le era piaciuto non poco!!! (VIZI e CAPRICCI proseguirà)

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