Ricordi delle mie prime esperienza sessuali – Inco

Ricordi delle mie prime esperienza sessuali – Inco
Nel tempo, quando ormai avevo scoperto le potenzialità del piacere che il mio clito mi donava, avevo costante voglia di toccarmi, masturbarmi e godere. Contemporaneamente avevo allargato la conoscenza del mondo del sesso con la consultazione di alcune riviste hard trovate nel fondo di un cassetto di un mobile isolato a casa di alcuni zii. Oltre ad ampi reportage di gnocche e fighe, cazzi e culi, ricordo anche i fotoromanzi hard , uno ambientato nell’antica Roma, di cui ricordo ancora l’apprezzamento verso una procace tettona di una foto in bianco e nero che recitava così :””sei una donna da 1000 sesterzi ! “” 😉 Ero ancora adolescente , ma mi ritenevo già avanti con l’approccio verso il sesso tanto che con la peluria nera del pube decisi di giocarci e allora volli provare a depilarmi poer sentire l’effetto che facesse e per godermi l’asta del clito turgida in tutta la sua lunghezza senza cestuglio. E poi arrivò, per caso e per gioco, il momento del debutto in abiti femminili. Era estate, non ricordo di preciso, ma forse avevo tra i 14 ed i 16 anni, ed ero a casa di una mia zia insieme alle cugine, una già maggiorenne, l’altra mia coetanea. No so come, ma indossai un camice di mia cugina a fiori, senza maniche; misi un foulard in testa tipo bandana, ed essendo abbronzata, specchiandomi vidi che avevo una bell’aspetto, un bel visino colorito dai lineamenti dolci e femminili. Poi, non contenta, insieme alle cugine, feci anche una passerella sul balcone, alla luce del sole, con molta naturalità e qualche ancheggiamento per sottolinerare la caratterizzazione e per salutare un’altra mia zia che abitava di fronte, spacciandomi per una governante di colore !!! Questo episodio è in me ancora nitido e mi capita di sorridere quando riaffiora tra i ricordi…..

Alcuni anni dopo, trovandomi a Milano, lontano quindi dall’ambiente nativo, ebbi l’occasione di prendere confidenza con la presenza su strada della prostituzione di donne e trav. Ma più che dalle donne , ero incuriosita dalle trav, per i modi garbati e sensuali e per l’abbigliamento più seducente rispetto a quello di certe mignotte avanti negli anni che si potevano incrociare agli angoli di via Porpora in direzione di Lambrate.E così, tra un saluto e l’altro, una sera che avevo l’auto in prestito, mi avvicinai ad un trav di cui conoscevo il nome, Jessika, con la quale scambiai due chiacchiere, finchè non mi chiese di accompagnarla a casa,quando avrebbe terminato di lavorare, verso le 2 di notte. Quella fu l’iniziazione naturale e sponaneamente ricercata per assaporare finalmente un cazzo turgido e svattante dai collant. La incontrai più volte, la riaccompagnai spesso a casa ed usai lo stesso approccio per farmi abbordare da altre trav solitarie nelle viuzze tranquille di città studi prima e del lorenteggio poi. Ero giovane, circa 21 anni. Conobbi Michelina, una giunonica trav messinese e poi Giovanna , una sarda.

Era l’estate del 1986 quando, non ricordo il motivo, mi balenò la voglia di fare il gran passo e provare l’emozione di provare ad essere una trav da marciapiede. ( to be continued )……..

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