Raku-yaki! – parte 4

Raku-yaki! – parte 4
Ci fissiamo negli occhi ancora affannati e io resto saldato con lo sguardo alla grazia dei suoi lineamenti, senza smettere di pensare che sia bellissima.
Mi accosto con il corpo al suo seno, avvertendolo schiacciarsi ed espandersi sul torace; afferrandomi il pene alla base, scivolo piacevolmente lungo la sua cervice uterina che mi accoglie in un abbraccio caldo e umido; ella ansa di piacere ed io inizio a muovere il bacino: le sue dita comprimono con forza il piano su cui siamo adagiati, affondando le unghie nel legno verniciato bianco; le afferro dolcemente le mani e le poggio sulle mie natiche, che con l’intensificare del piacere e del ritmo di penetrazione, ghermiscono i miei muscoli con forza.
Le faccio scorrere le braccia sotto le spalle, che agguanto con forza e aumento l’intensità del movimento pelvico con lei che geme sempre più forte.
“Non fermarti ti prego!” lei grida eccitata ed io cerco di conservare stentatamente il ritmo, sino a quando ella non inspira forte curvando lievemente la schiena stringendo energicamente i miei lombari con le mani.
Ella é terremotata da un orgasmo che la scuote di piacere, il cui epicentro a metà del suo corpo la lascia quasi privadi fiato,costingendola a mollare la presa e irrigidendole gli arti in un incontrollabile spasmo.
Decido di diminuire un po’ il ritmo, chino il viso verso il suo seno e mi attacco ad uno dei capezzoli, percependo le sue mani ritrovare parzialmente il controllo di sé avvoltolare dolcemente la mia nuca.
Come mi distacco, la faccio smontare dal piano di legno e termino di spogliarla: ha un corpo magnifico e il ventre lievemente arrotondato offre una curva di adipe che la rende tanto sexy quanto graziosa.
“Girati” le ordino dopo aver finito di lambire le sue labbra e lei asseconda concedendomi un culotto tondo e sodo, marchiato da una linea di abbronzatura che sembra accentuare ancor di più la curvatura delle natiche.
Lei arcuando leggermente la schiena, disunisce i glutei come se fossero le ante di un forziere, mettendo in mostra delle graziose grandi labbra ricoperte di una lieve peluria chiara inzuppata di umori, splendere come muschio inumidito dalla pioggia; poco più sopra il piccolo ano roseo instillava in me la voglia di entrare con decisione, contemplando in uno specchio la bellezza di quel piccolo pertugio cedere sotto la pressione del mio membro rigido, ma per il momento lascio che sia solo una fantasia.
Le entro in vagina senza difficoltà, intravedendo nel riflesso di un grosso contenitore di vetro socchiudersi i suoi occhi e udendo il dolce gemito che ne è derivato.
Le mie mani cingono vigorosamente i fianchi, percependo le sue creste iliache sotto le dita, due prese naturali che sembrano create appositamente per il sesso.
Comincio a spingere forte con il bacino e il rumore che ne deriva, risuona in tutta la stanza; non mi curo del fatto che qualcuno possa sentirci ,inframezzando quel rumore con quello di uno schiaffo sulle natiche che sembra, mandarla in estasi.
Ella vocia forte e sembra estremamente eccitata: i suoi occhi sono chiusi e la sua bocca spalancata in sensuali gridolini, gettano la base per il mio orgasmo che si prepara ad uscire prepotente.
Il mio liquido pre cum inizia a invadere come un fiume in piena il preservativo e annuncio l’orgasmo con il più classico dei “vengo!”
Ella urla: “NO,ASPETTA!” e si stacca da me, mi strappa il condom di dosso, prende il pene che sgocciola e se lo inghiotte di colpo.
Come il mio sperma le invade la bocca, ella si posizia il membro vicino al mento lasciando che una lunga gettata di sperma le inondi il viso fino all’attaccatura dei capelli.
Ella si rialza e ancora nuda si dirige verso una porta bianca, oltre la quale c’è un bagno: ammiro il suo corpo minuto e rotondeggiante camminare leggero dinanzi a me, godendomi l’ancheggiare sensuale del suo bacino e il contrarsi dei suoi glutei ammaliarmi prima che la sua incantevole figura svanisca dietro la porta.
(continua)

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