Ma nonno che cazzo grande che hai

Ma nonno che cazzo grande che hai
Ma nonno che cazzo grande che hai

Mi chiamo Sara ho 22 anni. Vivo in un paesino di provincia del sud Italia, con i miei genitori, uno di quei soliti paesini dove tutti conoscono tutti. Sono la solita ragazza a cui piace divertirsi e uscire con gli amici, ma quando bisogna aiutare in casa mi faccio trovare sempre pronta. Questa estate, ad esempio, siamo dovuti andare a casa dei nonni per la raccolta dei frutti. Mi piace sempre andare da loro, nella casona che hanno con tutta quella terra e a****li. Quel giorno faceva molto caldo così decisi di indossare un paio di calzoncini di jeans che arrivavano appena sotto il mio culetto e una canottiera che metteva in risalto la mia terza abbondante, ovviamente senza reggiseno. Una coda conteneva i miei capelli castani e occhiali completavano la mia figura da apparente ragazza innocente. Si perché sotto sotto sono affascinata dal sesso, alcune mie amiche dicono sia un ossessione, ma a me piace e non posso farci niente. Appena arrivati i nonni ci vennero incontro salutandoci e io ricambiai affettuosamente. Mia nonna, sui 70 anni è la classica vecchietta tutto pepe che non la ferma nessuno, mentre nonno Franco è di 10 anni più giovane corporatura robusta alto 1,80 mt e panciona non enorme ma che non sfigura affatto sul suo corpo. Era da tanto che non li vedevo, purtroppo tra la scuola e altri impegni mi rimane poco tempo. Devo dire che quel giorno nonno mi fece uno strano effetto, ero molto presa da lui, continuavo a fissarlo e lui anche non disdegnava qualche occhiata. Decisi così di iniziare aprovocarlo un po, durante il pranzo mi misi seduta davanti a lui e coglievo ogni occasione per sporgermi sul tavolo e mettere in mostra le mie tette. Lui ovviamente guardava sempre e mi fissava negli occhi voglioso.
Finito il pranzo, mia nonna e mia madre andarono a lavare i piatti in cucina, mio padre scambió qualche battuta col nonno e andò a riposare, seguito successivamente da mamma e da nonna. Io rimasi sola con il nonno, mi chiese come stavo e se avevo un ragazzo, alla mia risposta negativa gli si illuminarono gli occhi. Mi propose di fare un giro nel frutteto per farmi vedere l’abbondanza dei sui frutti. Io ovviamente accettai in fretta e così ci incamminammo. Lui stava qualche passo avanti e da dietro vedevo il suo passo sicuro e pesante, le sue braccione oscillavano avanti e indietro con le sue enormi mani lasciate morbide. Proprio le sue mani mi facevano impazzire, erano da classico contadino, grosse e con i calli.
Arrrivati sotto un albero di arance ci stendemmo all’ombra. Io mi misi il più possibile vicino a lui, così da contringerlo a cingermi le spalle. Sentivo il peso del suo braccio e appoggiata al suo petto il suo intenso respiro. Mi rilassai un attimo e volgendo la testa verso il basso mi cadde l’occhio nel mezzo delle sue gambe. Aveva anche lui dei pantaloni corti di jeans, ma sporchi e strappati, di quelli che vengono usati per il lavoro nei campi. Colpa del fatto che si fossero tirati per la tensione formavano un enorme bozzo li in mezzo. Non potevo credere fosse così grande, sarà stato come un mio pugno o anche di più. A quella visione iniziai a bagnarmi così volli a tutti i costi vederlo e assaggiarlo.
-Nonno ti devo fare i complimenti, hai un bel frutteto, enorme- non riuscivo a staccare gli occhi dal suo pacco mentre parlavo e lui sicuramente se ne accorse
-Grazie bambina mia, sai negli anni ho imparato come far crescere bene la frutta, anche se alla fine è tutto grazie a madre natura-.
-si sicuramente nonno però con le tue mani grandi e possenti hai fatto un ottimo lavoro-. Non resistevo più, complice anche la sua voce profonda ero un lago così gli appoggai una mano sulla coscia, quasi vicino all’inguine. Ero a pochi centimetri dal suo pacco, mi allargai così un po la canottiera lamentandomi del caldo e distrattamente gli poggiai quella mia minuscola mano sul suo pacco. Lui trasali un attimo, ma senza proferire parola, allugo il braccio che aveva intorno alle mie spalle sulle mie tette. Con la sua mano riusciva con facilità a contenerle quasi entrambe, io avevo iniziato a sospirare mi girai verso di lui e lo baciai. Fu un bacio intenso, mentre con la mano massaggiavo il suo pacco, era veramente enorme.
-Dio nonno, chissà la nonna com’è fortunata ad averlo sempre a disposizione- lui grugni e rispose -Quella vecchia è così occupata da tutto il resto che ormai non lo guarda neanche più, non sai da quanto sto a secco-
Era un invito troppo eloquente per me -nonnino ma ci pensa la tua nipotina a te-. Lui non se lo fece ripetere, si alzò e si mise di fronte a me, con la faccia arrivavo giusta giusta di fronte al suo pacco. Si abbassò lentamente i jeans e le mutande, quando fu nudo non riuscivo a credere ai miei occhi. Un cazzo e delle palle enormi, era lungo da moscio quanto una lattina e mezza di Coca-Cola e largo altrettanto. Lo presi nella mano ma non riuscivo a chiuderla tutta, era anche abbastanza pesante, avvicinai la bocca e presi a malapena in bocca la grande cappella. Aveva un sapore squisito, da cazzo, da uomo. Mentre leccavo l’enorme cappella lo segavo con entrambe le mani, più segavo, più leccavo e più cresceva. Lui aveva apoggiato le sue enormi mani sulla mia nuca e mi guidava nel movimento, avevo aperto tutta la bocca ed era entrata solo la cappella rossa. Quando arrivò al massimo dell’erezione mi staccai per ammirarlo -Ma nonno che grande cazzo che hai- lui si infoiò ancora di più e mi disse -È per scoparti meglio-
Me lo ficco in bocca ed iniziò a scoparmela con forza. Arrivava fino in gola, intanto con una mano avevo iniziato a toccarmi la figa che era diventata un lago. Dopo qualche minuto mi fece alzare e mi spogliò, si abbassò in ginocchio e mi prese per le coscie, si portò la mia fighetta alla bocca e iniziò a leccare. Dio quanto era bravo, stavo quasi per venire, gli urlai di continuare più forte ed aggiunse due dita. Due sue dita erano larghe quanto i cazzetti dei miei coetanei. Le infilò di forza e venni in un possente orgasmo. Lui a quel punto mi adagio sull’erba, mi spalancò le gambe prendendomi le caviglie e puntò il suo cazzone sulla mia fighettina fradicia. Guardarlo così era ancora più grande, mi faceva quasi paura, stavo per dirgli di fare piano ma la sua faccia era irriconoscibile, non era più il mio dolce nonnino, era un a****le infoiato. Con un colpo di reni me lo fece entrare di colpo per metà, mi sentii squarciare, urlai e mi mise due dita in bocca che iniziai a secchiare. -Zitta troietta, adesso ti faccio vedere che succede a provocare un vecchio porco come me- iniziò un lento e profondo su e giù. Entrava con forza, non curante del dolore e del piacere che mi provocava. Quando riuscì ad entrare tutto accellerò il ritmo. Io venni due o tre volte non ricordo, non ci stavo capendo nulla. Lui era una furia, entrava ed usciva, fuori e dentro sempre più veloce. Io venni urlando per la quarta volta e lui finalmente rallentò. Uscì il cazzone con un rumore tipo risucchio. Senza parlare ma con quello sguardo da a****le affamato di sesso mi fece girare. Mi misi a pecora, lui mi sculacciò dicendomi -complimenti nipotina, che bel culo che hai, questo te lo rompo stasera. Ora finisco di romperti la tua fighettina.- Mi tirò la coda e mi avvicinò la faccia alla sua -Sei la mia puttanella da ora- e mi piantò il cazzone ancora una volta. Urlai di piacere un -siiiiiiii dioooo è enorme- e facendosi leva con la coda iniziò a scoparmi più veloce di prima. Ciaf Ciaf Ciaf Ciaf il mio culo che sbatteva sul suo inguine. Sentivo la sua pancia poggiarsi ogni volta sulle mie chiappe. Mi lasciò la coda e sì dedicò ai miei fianchi, me li strinse con le sue manone mentre non accennava a rallentare. Mi stava distruggendo, non contavo più quanti orgasmi stavo avendo. Alla fine dopo venti minuti di scopata, dopo venti minuti quel cazzone enorme erutto una quantità enorme di sperma. Mi riempi tutta e ne uscì anche un po’ dai lati. Mi accasciai a terra ansimante mentre un ultimo orgasmo mi fece vibrare tutta. Chiusi gli occhi un attimo per assaporare quel momento. Lui mi diede due pacche sul sedere e mi disse -Andiamo piccolina prima che si sveglino tutti, stanotte dormi qui e ti rompo il culo-. Mi girai lo guardai dal basso verso l’alto -Certo nonnino, con questo puoi farmi ciò che vuoi-.Glielo presi in bocca per pulirlo per bene. Ci rivestimmo e tornammo verso casa, lui con il suo passo pesante e sicuro io a gambe leggermente larghe ma molto soddisfatta.

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