Le mie storie (73) (seconda parte)

Bdsm

Le mie storie (73) (seconda parte)
26 dicembre
il pranzo di Natale si fa sentire durante la notte, mi alzo per prendere un Maalox e resto sveglia a guardare il mio uomo che dorme almeno per un quarto d’ora. Vi confesso che a un certo punto ho scoperto anche il piumone per vedergli il sedere, anche se coperto dal boxer, e devo dire che è proprio un bel vedere nonostante i suoi quarant’anni passati. Certe volte ancora non mi rendo conto di avere accanto a me una persona come Carmine; eppure per due anni davvero abbiamo avuto a che fare l’un l’altro senza pensare mai che potesse nascere qualcosa. Adesso , mentre me lo guardo vogliosa, vorrei saltargli addosso, sentirlo sopra di me, ma poi mi giro di lato e riprendo a dormire anche perché sono stanchina. Mi risveglio qualche ora dopo e lui dorme ancora, pancia all’aria. Accendo la tv e guardo una vecchia puntata di “Friends”; dopo qualche minuto quasi in maniera istintiva la mia mano destra si avventura sotto le coperte fino ad arrivare la… Avete capito dove…. Gli sfioro la mutanda con la speranza di svegliarlo, ma niente. Poi piano piano entro all’interno e con delicatezza lo impugno. Lui continua a tenere la testa dall’altra parte, io comincio a muovere la mano lentamente, mentre intanto glielo ho tirato fuori. Il suo uccello vive di vita propria, visto che ha accompagnato dalle mie carezze diventa sempre più grosso, mentre Carmine sembra narcotizzato. Quando finalmente è bello duro, decido di scendere in apnea, determinata a dargli un bel risveglio. In breve la mia bocca comincia ad assaporare il suo membro, dapprima sulla punta della cappella, per poi scendere sempre più giù. Lo lecco di lato, arrivo fino a prendere in bocca le palle con le quali gioco un po’ fra le labbra. Ad Un Certo Punto quando ricomincio dalla cappella a farlo scivolare in gola, finalmente sento la sua mano accarezzarmi i capelli e spingermi più giù; da quel momento la mia bocca lavora più velocemente, accompagnata dalle sue mani che muovono la mia testa a loro piacimento. Da sotto il piumone lo sento gemere di piacere, fin quando anche se ovattate le sue labbra cominciano a dire che sta per venire. Allora mi metto in ginocchio, lo impugno a due mani e con la bocca aperta aspetto il suo buongiorno… Che puntualmente arriva all’improvviso ma ugualmente gradito. Riemergo dalle lenzuola che non devo essere proprio un bel vedere, visto le tracce che inevitabilmente ha lasciato sul mio viso; mi sorride e mi porge un tovagliolino di carta, mentre io mi pulisco e contemporaneamente mando giù quello che resta; lui si risolveva in mezzo al letto poggiandosi sullo schienale, io metto la testa sul suo braccio che mi circonda, facendomi sentire coccolata come non mai. La sua mano gioca con il mio seno, mentre guardiamo la televisione, io aspetto buona buona la sua mossa, consapevole che di lì a poco il suo uccello tornerà a deliziarmi. Sono circa le 10 del mattino e mentre ci stiamo rilassando, il mio telefono squilla riportandomi alla realtà natalizia: mia madre vuole sapere come è andato il pranzo del giorno prima. Io cerco di tagliare corto, promettendole un racconto più dettagliato qualche ora dopo quando sarei salita a pranzo a casa sua (naturalmente con Carmine) per festeggiare l’onomastico di mio padre; ma lei insiste, contemporaneamente però comincia ad insistere anche il mio uomo, che mentre cerco di riassumere brevemente una giornata intera, con la mano tira il seno fuori dalla maglia e comincia a leccarmelo, intanto con l’altra (malandrina più che mai) si avventura fra le mie cosce arrivando presto ad accarezzarmi sopra gli slip. Dopo neanche un minuto di questa eccitante tortura, saluto mia madre inventando al momento una telefonata sul cellulare di un’amica; riesco a malapena a premere il bottone rosso del cordless che mi ritrovo sotto i 185 cm di Carmine che mi viene sopra, mi allarga le cosce e comincia a fare il suo dovere di stallone.
Mentre mi vesto contenta e soddisfatta, non so che il pranzo a casa dei miei sarà l’antipasto di tre giorni d’inferno. Infatti tornati la sera a casa mia, mentre mi aspetto “incontri ravvicinati”, Carmine ha incominciato a dare di stomaco e per tutta la notte è stato malissimo. Nei giorni successivi mi sono trasformata in infermiera, cercando in tutti i modi di resuscitarlo per Capodanno. Per quattro giorni, ogni mattina, con estrema puntualità, la mia mano ha cercato di tirargli su “il morale” sotto il lenzuolo, ma dopo minuti di movimenti lenti e ripetuti, mi sono dovuta arrendere allo stato “cadaverico” del mio uomo. Poi il 30 sera, sono tornata a casa da una visita ad un’amica, ed ho trovato il letto vuoto. Dopo un attimo di smarrimento, il rumore della doccia mi ha fatto capire che Carmine stava resuscitando. Tornato a letto, gli ho portato un bel brodo con i tortellini, e quando li ha finiti (dopo giorni di nausea e digiuni), mentre guardavamo la tv, la mia mano, per l’ennesima volta ha fatto una visita al suo uccello. Mentre con delicatezza e tanta speranza ho cominciato a muoverglielo su e giù, lui ha fatto finta di niente; quando il suo braccio sinistro è emerso dal piumone per finire dietro la mia testa e stringermi per darmi un bacio sulle labbra, contemporaneamente la mia mano ha sentito pulsare sotto le dita, il suo membro. Neanche un minuto ed è tornato lungo e duro come piace a me. I successivi minuti sono stati conditi da una sega, neanche fossimo al liceo, che lo ha definitivamente riportato alla vita.
31 dicembre.
Anche se in clamoroso ritardo, con il consenso di Carmine, finalmente guarito, il 31 mattina mi sono messa in cerca di un veglione dove poter festeggiare la fine dell’anno. Non ero così attiva nell’organizzazione da anni. Dopo una serie di telefonate incrociate, fra amici miei e amici suoi, abbiamo deciso di andare in una villa fuori Napoli, dalle parti di Pozzuoli. Passo il pomeriggio intenta a scegliere cosa mettere, poi finalmente prendo la mia decisione: vestitino rosso elasticizzato, spalle scoperte, corto appena sopra il ginocchio. Autoreggenti nere, perizoma rigorosamente rosso acquistato da Carmine La mattina stessa dell’ultimo dell’anno, reggiseno a balconcino rosso senza spalline, enorme scialle a coprirmi le spalle dal freddo, scarpe nere con tacco di 8 cm. Riesco miracolosamente a truccarmi in modo decente, poi prima di uscire, facciamo un salto a salutare i miei. Entrati in automobile comincio a rendermi conto che forse con il vestitino ho osato un po’ troppo, la parte di sotto ad ogni movimento di gamma risale su mettendo in evidenza le autoreggenti. Carmine me lo fa notare senza farmelo pesare però, anzi mi propone di tornare a casa per festeggiare da soli. Ma ormai siamo già in tangenziale, il tempo di sentirci con un’altra coppia di amici suoi e siamo all’appuntamento. Scendo dalla macchina per salutare, e fortunatamente mi rendo conto che il mio abbigliamento succinto, non è niente in confronto a quello della moglie dell’amico di Carmine e ancora meno rispetto alla sua amica che avvicinatasi a me per presentarsi, involontariamente allarga la giacca mostrando sotto una maglietta completamente trasparente che, senza reggiseno sotto, la fa apparire praticamente nuda.
Arrivati a destinazione, formiamo un gruppetto di quattro coppie e prendiamo un tavolo, guardandoci intorno, mi rendo conto che siamo circa una cinquantina, dei quali la metà conosciuti. Il panorama è mozzafiato, la villa molto bella anche se inizialmente piuttosto silenziosa. Finalmente si apre la cucina e comincia la transumanza verso il buffet, devo dire molto ricco e ricercato. Il mio ragazzo, mentre siamo in fila, mi fa presente che sono quella vestita in maniera più morigerata, il tutto mentre da una parte cerco di abbassare il vestito, mentre dall’altra (quella del decolletè) cerco di rialzarlo. Effettivamente però guardando le altre, rivaluto molto le mie scelte ed anche la mia persona (incredibilmente).
Verso le 11, con lo stomaco pieno, parte la musica che, come al solito, accompagnata da quel bicchiere di vino di troppo, mi rende un po’ più disinibita di quanto dovrei esserlo. Comincio a ballare e nel giro di qualche minuto, faccio parte di quel gruppo di donne che poco prima avevo guardato con un pizzico di puzza sotto al naso, additandole per le loro grazie esposte ai quattro venti; io non sono da meno, col sedere per metà di fuori ed il seno destro che cerca disperatamente di uscire dal vestito, ballo e mi aggiusto contemporaneamente, mentre Carmine ride e controlla che io non faccia particolari danni. Prima di andare via mi imbatto in una coppia che sta scopando in piedi nascosta dietro un armadio, faccio finta di niente ed entrata in macchina racconto tutto al mio uomo. Siamo entrambi su di giri, gli dico di guidare piano, lui mi rassicura ma nello stesso tempo appena è costretto a fermarsi ad un semaforo, si apre la cerniera e tira fuori l’uccello in erezione. Uno sguardo e mentre la macchina riparte, io mi chino con la testa su di lui pronta a fargli una pompa . Percepisco dai suoi gemiti che la cosa gli piace parecchio, infatti mentre sono intenta ad andare su e giù, mi rendo conto che si è fermato in una piazzola di sosta. Il tempo di vederlo reclinare un po’ all’indietro lo schienale che mi viene sulla mano. Mi rialzo e appoggiandomi allo schienale noto che il vestito ed è salito su fino al sedere. Lui mi guarda e mentre cerco di ricompormi mi chiede di togliere le mutandine. Lo accontento e per tutto il resto del tragitto rimango con le gambe larghe e con la mano che gioca con la micia. Finalmente entriamo nel parco, sistema la macchina al suo posto e mentre cerco di prendere la giacca da dietro, mi salta addosso. In breve cominciamo a scopare in auto, lui abbassa il mio schienale e dopo essermi salito sopra, mi scopa con forza, mentre io cerco di fermare la sua irruenza invitandolo ad arrivare a casa. Mentre parlo però, è dentro di me e la cosa mi fa enormemente eccitare. Godiamo quasi contemporaneamente, poi esco finalmente dalla macchina, praticamente nuda, metto il giaccone addosso mentre lui riordina e chiude l’auto. Sono circa le tre di notte, sono un po’ brilla (non ubriaca), tanto da togliermi contemporaneamente giaccone e vestito per poggiarle sul divano. In reggiseno, calze e scarpe vado in cucina a prendere dell’acqua, e mentre bevo sento Carmine arrivare e chiudere la porta. Attraverso il salone, passo davanti alla vetrina di bicchieri e per un attimo mi guardo tutta nuda; torno indietro e mi specchio davanti a quel vetro trasparente, probabilmente complice l’adrenalina dell’anno nuovo, mi compiaccio di me stessa, ed annuisco più di una volta prendendomi i seni tra le mani. Lui è già sul letto in boxer (rosso) e maglietta… Io lo raggiungo mentre finisco di togliermi il reggiseno che praticamente è sceso sulla pancia. Mentre carponi arrivo, Carmine si sfila la mutanda e lo prende in mano, io mi metto su di lui e comincio a baciarlo, mentre la mia micia si struscia contro il suo uccello. Le nostre bocche si incollano, le nostre lingue si intrecciano, respiriamo contemporaneamente poi il suo lungo arnese trova la porta della mia fica ed entra dentro, in fondo, sollevandomi non poco dal suo bacino. Mi muovo sopra di lui, cavalcandolo e prendendolo sempre di più; lui mi schiaccia le tettone assecondando i miei movimenti, poi all’improvviso si solleva dal letto e mi gira a pecorina. Un attimo di pausa e lo rimette dentro, riprendendo da dove avevamo interrotto. Con le mani gioca un poco con i miei fianchi, un poco con le mie natiche, poi lo sento appoggiarsi alla mia schiena prendendomi le tette, un ultimo colpo deciso e mi viene dentro, copiosamente, come al solito. Resto stremata sul letto, stesa a pelle di leone senza sapere che il bello deve ancora venire.
Dopo essermi ripresa, mi appoggio alla sua spalla con il collo e lo ringrazio di cuore per il periodo in cui siamo insieme. Ripercorriamo un po’ la nostra strana storia, il giorno in cui ci siamo conosciuti (quando lui era ancora con la mia amica), quel naturale feeling che c’è sempre stato, quel rispetto reciproco che ci ha tenuto sempre lontani, fino a quella sera in cui siamo finiti a letto in tre. Parlando di quella situazione gli ho chiesto se ed eventualmente quale altra fantasia avesse… Lui mi ha guardata negli occhi ed è arrossito. Si trovava in difficoltà come non lo avevo mai visto, mentre io al contrario ero ancora su di giri, trasportata dai postumi del veglione. Dopo alcune mie insistenze, mi si avvicina all’orecchio e si confessa… Io lo guardo, prima con faccia fintamente stupita, poi con un sorriso che gli fa capire cosa penso; mi volto dalla parte opposta alla sua e apro il mio comodino. Mentre sono ancora girata, gli dico che anche io ho il suo stesso pensiero, da un po’, ma avevo paura di apparire più spudorata di quanto già lo fossi. Richiudo il cassetto e gli agito lentamente davanti agli occhi un olio lubrificante. Lui mi bacia, e dopo avermi chiesto più di una volta se fossi sicura, ed aver ricevuto il mio assenso, comincia a toccarselo in maniera frettolosa, tanto che io sono costretta a bloccargli il braccio ed a calmarlo un po’. Per la prima volta credo di avere in mano la situazione tra di noi, mi sembra strano, ma sono io a guidarlo, quando in genere è sempre lui a portarmi al piacere, mentre io mi lascio andare. Mi aggrappo con le gambe intorno a lui, metto una mano fra i nostri due bacini e comincio a masturbarlo fin quando lo sento tutto duro fra le dita; lui gioca con le labbra sul mio collo, poi vede che mi giro appoggiandomi di schiena su di lui… Gli sussurro all’orecchio se lo vuole, lui risponde di sì più di una volta ed allora mi alzo per poi piegarmi in avanti in modo da mettergli in primo piano il mio grosso sedere; si solleva sulle ginocchia, mi poggia con forza entrambe le mani sul culo e comincia a palpeggiarlo. Il suo uccello si alterna alle dita per poi fare su e giù in mezzo alle mie natiche. Poi finalmente prende l’olio, lo mette sulle mani e ricomincia a massaggiare un po’ dappertutto, fino al suo uccello. Sento la sua cappella appoggiarsi al buco, poi dopo qualche secondo di solletico, finalmente con un gesto secco e perentorio mi entra dentro. Comincia a muoversi, ed ogni volta ne mette un po’ di più. È lungo, ma non mi fa male perché è liscio e sottile ed oltretutto il lubrificante fa a pieno il suo dovere. Non lo prendevo da dietro non so da quanto tempo, ma più lo spinge più io godo, e mi basta infilare un dito nella fica per venire come una fontana. Lui ormai è padrone del mio didietro, lo domina, lo controlla, lo accarezza e poi lo omaggia venendoci sopra.
Sono letteralmente distrutta, contenta per avergli regalato questa fantasia, e consapevole che la cosa si sarebbe ripetuta presto.
È il 1 gennaio, l’anno non poteva cominciare in maniera migliore.

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