Chiara, Il Mio Capo!

Babes

Chiara, Il Mio Capo!
Io e Chiara lavoriamo insieme da anni ormai; lei è una donna di 43 anni, sposata. Ha dei capelli lunghi e biondi, non molto alta ma con un fisichetto ben curato da chi si allena costantemente in palestra.

Appena assunto fu lei il mio tutor durante il tirocinio che durò circa 3 mesi, durante i quali passai molto tempo al suo fianco alla sua scrivania; mentre lei guardava lo schermo del suo computer io avevo l’opportunità di ammirare il suo corpo.
Le settimane passavano e le fantasie erotiche su dei lei diventavano pensieri sempre più frequenti e mi resi conto che non avevo mai provato un’attrazione del genere per una donna.

Finito il tirocinio venni assunto come dipendente e per mia fortuna mi venne assegnato un incarico che rendeva necessario lavorare in coppia con lei, la mia postazione di lavoro era dentro al suo ufficio e la mia scrivania era di fronte alla sua!

Sin dal primo giorno, appena la vedevo presa nel suo lavoro e con lo sguardo verso il suo schermo, ne approfittavo per fissarla; a volte i nostri sguardi si incrociavano e tutti e due facevamo finta di niente, non volevo metterla in imbarazzo, ma non resistevo, anche quando eravamo in palestra ogni tanto i nostri sguardi si incrociavano, ma anche li facevo finta di niente continuavo la mia attività pesistica e lei continuava a correre sul tapis-roulant.

Alcune sere capitava che rimanevamo in ufficio solo noi due con qualche altro collega nelle stanze vicine, ma per professionalità non ho mai approfittato della situazione, anche perchè avevo paura, sapendo che lei è sposata, non volevo mettermi in situazioni complicate, ma in quelle situazioni avevo il mio massimo delle fantasie erotiche, l’avrei presa in tutti i modi in quell’ufficio e molto spesso non riuscendo a trattenere l’eccitazione dovevo trovare il modo di nascondere il gonfiore che nasceva nei miei pantaloni.

Capitava a volte che io e lei dovessimo andare in trasferta per qualche giorno in una città e questo ci faceva passare molto tempo a chiacchierare, in macchina, a pranzo o a cena o nei momenti di pausa in cui facevamo due passi al parco o in strada; diventammo dei veri e propri amici e le nostre conversazioni erano sempre più in confidenza.
Scoprì che suo marito rimaneva spesso per mesi all’estero per lavoro e quindi lei passava molto tempo da sola.

Un giorno durante una delle nostre trasferte in pausa pranzo, decidemmo di passeggiate al parco, passammo vicino ad una panchina dove c’era seduta una coppietta assorta in un bacio bello passionale e una volta abbastanza vicini ci rendemmo conto che la ragazza stava addirittura masturbando il suo compagno e i due continuarono senza la minima preoccupazione.
Notai che anche lei come me era imbarazzata ma entrambi non riuscimmo a distogliere lo sguardo; in quel momento vidi negli occhi di chiara la stessa lussuria che provavo io quando rimanevamo soli in ufficio.
Una volta abbastanza lontani scoppiammo entrambi a ridere, ovviamente per sdrammatizzare la situazione e continuammo la giornata facendo finta di dimenticarci dell’accaduto.

“Non male, come primo giorno di trasferta” pensai dentro di me.

I primi giorni passarono veloci, avevamo veramente tanto di quel lavoro da non avere grandi distrazioni, avevamo portato anche la borsa per la palestra, visto che l’hotel era fornito di una, ma non ci fu nemmeno il tempo, solo lavoro, andare a cena e andare subito a letto per riprendere il lavoro del giorno prima.

Cosi facendo il giovedi riuscimmo a finire il lavoro anticipatamente e rientrammo qualche ora prima in hotel, arrivati alla hall salutai Chiara, complimentandomi per il lavoro svolto in quei giorni e che ero veramente felice di avere un capo competente come lei, lei arrossi, ringraziandomi e chiedendomi cosa avrei fatto nelle ore prima di cena, visto che lei doveva parlare con suo marito su skype.
“Dopo 6 giorni che non vado in palestra, penso proprio che mi allenerò un bel po di ore, visto che oggi c’è l’occasione” risposi.

La palestra non era un granchè, ma aveva una panca piana qualche manubrio e una lat machine, attrezzi giusti per allenare tutti i gruppi muscolari, cosi iniziai ad allenarmi un po a caso, partii dalle gambe poi deltoidi, tricipidi, dorso, lasciai da ultimo i miei gruppi preferiti petto e bicipidi ma prima di ripartire con l’allenamento mi riposai un pò, la palestra era deserta non avevo visto un anima in quell’oretta e mezzo che mi allenavo, cosi tolsi la maglietta, misi la musica negli orecchi a tutta e ripartii con l’allenamento.
Mentre ero tutto concetrato ad alzare il bilanciere, lei entro e si mise sulla ciclette, non mi accorsi di nulla fino a che non finii la serie, alzai dalla panca e mi salutò.
La salutai, poi mi ricordai di essere a petto nudo, ma lei non scosse piu di tanto, gli chiesi come era andata la chiaccherata su skype col marito, mi rispose che lui non aveva tanta linea quindi si era stufata ed era venuta a fare un allenamentino anche lei perche senno alla sua eta perdeva la linea.
“ce ne fossero di coetanee con il suo fisico” risposi subito,”semmai tuoi coetanei con il tuo fisico” ribadì subito, guardandomi con un po di malizia, scoppiammo a ridere.

Finito l’allenamento, mi avvicinai a lei e in modo ironico, chiesi come si sarebbe allenata qui senza corsi di zumba o macumba.
Lei mi disse che se volevo potevo farle da personal trainer, così ne approfittai e inizia a fargli fare un po di circuiti.
Nel frattempo i pensieri erotici su di lei iniziarono a prendere spazio nella mia testa, e non solo, laggiu sotto sentivo che iniziava a muoversi qualcosa.

Finii l’allenamento con una bella serie di squat, e le ultime serie mi chiese una mano perche esausta,
mi misi dietro di lei e assecondai i suoi movimenti, il cuore mi batteva forte, ero li dietro di lei, non eravamo stati mai cosi intimi, non so se ero imbarazzato dalla situazione o mi piaceva, comunque in ogni modo cercavo di tenere a bada la bestia laggiu sotto.
Solo all’ultima serie non riuscii piu a trattenermi, andavamo giu e su ne mancavano ancora 6 di ripetizioni, quando nella risalita, notai che nei miei pantalonicini da calcio il gonfiore era all’estremo, duro come il marmo, cercavo di stare lontano dal suo culo, non volevo farmi beccare, cosi arrivammo all’ultime serie, con lei all’estremo delle forze, dovetti aiutarla a risalire, cosi facendo non mi accorsi che gli stavo appoggiando la mia mazza per lungo in mezzo alle chiappe.
Lei non si scostò di un millimetro posò il bilanciere, si voltò e mi disse “Pensavo che il bilanciere l’avessi tra le mani, non dietro”
Io ero rosso come un peperone, presi un po di coraggio e risposi “beh, quando si arriva in trasferta al giovedi, con tutta l’astinenza della settimana e lo stress del lavoro, può capitare, in piu aggiungici una donna sexy e sducente come te”
A quel punto i suoi occhi si fecero lussuriosi, vogliosi, mi prese il cazzo tra le mani e mi baciò in bocca, poi scese baciandomi il petto, poi andò più giù e infine si ritrovo faccia a faccia con lui, inizio a giocarci e poi pompare.
Io ero in exctasi il mio sogno erotico che da mesi mi perseguitava, si stava realizzando.

Mi feci leccare un bel po, me lo gustai, quel pompino.
Poi la presi, la sistema pancia in sù sulla panca, la baciai e iniziai con la mano a esplorare il suo corpo, fin ad arrivare alla fica, era bagnatissima e calda, giocai col il suo clitoride e poi affondai un dito dentro esplorandola tutta.
Ma non bastava, volevo di più, smisi di baciarla scesi con la bocca arrivai altezza fica e la baciai attraverso quei fusò stretti scorsi una piccolo allentamento dei fusò tra fica e culo infilai due dita e tirai, aprii i due quei fusò, scostai il perizoma e inizia a leccare. (bella troia il mio capo viene in palsetra col perizzoma e la fica bella rasata)
Leccai con tutta la mia esperienza, mi gustai quella fica non so quanto, fino a quando lei non scoppio con un grosso orgasmo e mi fermò la testa con le sue gambe.

Gli prestai il mio asciugamano per coprirsi, visto lo spacco che gli avevo fatto
Salimmo in camera mia, dopo qualche secondo cominciò a togliersi la maglietta ed io immediatamente feci altrettanto. Continuammo a spogliarci, fino a quando lei rimase completamente nuda e mentre mi stavo per abbassare le mutande mi fece segno di tenerle e io ubbidì.
Chiara cominciò a camminare all’indietro fino ad appoggiarsi con la schiena controllo alla parete e rimanere li con le braccia lungo i fianchi, immobile, come per farmi ammirare per intero il suo corpo nudo: i suoi seni grossi, i fianchi fini e quella fica rasata che la ringiovaniva di più.
Si sedette sul letto, lentamente divaricò le gambe per mostrarsi ancora di più e mi fece cenno di avvicinarmi.
Parte del mio cazzo duro era già uscito al di sopra delle mutande ed ora si trovava a qualche centimetro dalla faccia di lei. Sentiva il mio odore; afferrò con entrambe le mani l’elastico delle mie mutande e comincio a tirare verso il basso lentamente.
L’intera asta salto fuori di colpo e toccò la sua faccia che chiuse gli occhi e usò di nuovo la lingua per accarezzarlo.
Subito si aggrappò con le mani ai miei fianchi e appoggiò il mio cazzo sulle sue labbra; con le braccia mi tirò verso di lei ed il mio cazzo entrò per intero nella sua bocca. Sentivo la sua lingua muoversi e avvolgersi attorno alla mia cappella.
Con le mani continuava a guidare i miei fianchi avanti e indietro con un ritmo lento e dalla sua bocca cominciava a colare saliva.
Si fermò. Rilascio la sua presa dai miei fianchi e si sdraiò sul letto.
Volevo penetrarla, mi riposizionai velocemente appoggiando il mio cazzo alle labbra della sua fica; mi avvicinai al suo viso e la baciai, forzando la lingua nella sua bocca; dopo qualche secondo senti la sua lingua che incontrò la mia e comincio ad accompagnarne i movimenti.

Dopo qualche secondo cominciai a fare scendere i fianchi e il mio cazzo si fece strada prima fra le labbra e poi fra le umide pareti allargandole e venendo infradiciato dagli umori.
Continuai ad entrare ed uscire dalla sua fica con un ritmo lento; mi teneva stretto con le sue braccia attorno alla mia schiena mentre il nostro bacio continuava senza perdere intensità.

Chiara cominciò ad accompagnare con i suoi fianchi la mia penetrazione, interruppe il nostro bacio per cominciare ad ansimare intensamente, raggiungendo subito l’orgasmo, mi fermai qualche instante, poi iniziare a scoparla con forza, lei riprese subito a ansimare, io alzai le sue gambe la presi per le caviglie e le posai sulle mie spalle, da li potevo dare piu intensità a i miei colpi, lei mi stringeva con le unghie le mele del culo, mi faceva male, ma piu stringeva e piu la sbattevo con forza.
Uscii da lei la feci accomodare a pecora sul letto mi allontanai fissai qualche secondo quel culetto perfetto, la leccai di nuovo tutto anche il buchetto, che ormai lo pretendevo, presi in mano il cazzo e penetrai di nuovo quella fichetta, appoggiai le mani nei suoi fianchi e coninuai a ritmi alternati lento e profondo, e forte e veloce.
poi la mano dal fianco si sposta sul suo culo, lascio scendere un po di saliva dalla mia bocca, centro il buco e inizio a infilare il mio pollice, dopo un po punto il mio cazzo nel buchetto e spingo….lei urla, ma il dolore diventa presto piacere cosi inizio a pompare forte, non riesce a prenderlo tutto dentro, cosi mi stendo su di lei e con la mano arrivo a masturbarla nel clitoride… lei gode…..io a poco a poco riesco a farlo entrare tutto, lei non gode piu urla, urla di piacere, io preso dal momento rinizio a pompare al massimo, mentre continuo a masturbarla, fino a che non raggiunge un enorme orgasmo.
Sono anche io al limite, lo tiro fuori, la faccio mettere in ginocchio e mi faccio finire con un bel pompino,con schizzata un bocca e in faccia, poi ripulisce tutto.
Ci stendiamo sul letto
e mi dice “Adesso che mi hai conciato cosi, mi faccio la doccia da te e uso anche il tuo accappatoio, di sicuro non esco in queste condizioni”
Io rispondo “Va bene, tanto dopo cena dovrai sporcare anche il tuo di accappatoio!”.

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